Progetto Ucraina

#PrimaIBambini

A seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina, la Fondazione Emanuela Panetti ha attivato il progetto umanitario #PrimaIBambini, finalizzato a sostenere le famiglie rifugiate presso il confine polacco, con particolare attenzione a donne e bambini costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra.

L’intervento si è concentrato sulla comunità di Wisokie, in Polonia, dove strutture pubbliche come scuole, edifici religiosi e sedi della protezione civile sono state temporaneamente trasformate in centri di accoglienza per decine di nuclei familiari provenienti dall’Ucraina.

Grazie alla generosità di cittadini, volontari e sostenitori, è stata organizzata una raccolta straordinaria di beni di prima necessità comprendente:

  • abbigliamento per donne e bambini;
  • prodotti per l’igiene personale;
  • pannolini e articoli per l’infanzia;
  • materiale sanitario e medicinali;
  • dispositivi di protezione individuale;
  • coperte e beni di conforto.

La Fondazione ha gestito direttamente la raccolta, la preparazione e la spedizione degli aiuti, garantendo la consegna senza intermediari attraverso i propri volontari presenti sul territorio.

I primi convogli umanitari sono partiti da Roma nel marzo 2022 e hanno raggiunto il confine polacco, dove il materiale è stato immediatamente distribuito alle famiglie accolte nei centri di emergenza.

Nel corso dell’iniziativa, l’emergenza si è ulteriormente aggravata a causa della diffusione di patologie influenzali tra i rifugiati, rendendo ancora più urgente la fornitura di medicinali, prodotti sanitari e beni essenziali.

Il progetto #PrimaIBambini ha rappresentato un’importante azione di solidarietà concreta, consentendo di fornire assistenza immediata a persone particolarmente vulnerabili e contribuendo a preservarne dignità, sicurezza e condizioni di vita in un momento di estrema difficoltà.

Risultato del progetto: raccolta, trasporto e distribuzione diretta di aiuti umanitari destinati ai rifugiati ucraini accolti presso il confine polacco, con particolare attenzione alle esigenze di donne e bambini in fuga dalla guerra.

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